Ottant’anni di pedofilia dei preti a Milwaukee su Internet

Ottant’anni di pedofilia dei preti a Milwaukee su InternetL’Arcivescovo pubblica seimila pagine di documenti, che fanno luce su decenni di abusi perpetrati dai sacerdoti della città del Wisconsin

Seimila pagine di documenti: è questa la mole dello scandalo scoppiato nell’arcidiocesi di Milwaukee, nel Wisconsin, che ha reso pubblico un dettagliatissimo report sugli abusi sessuali perpetrati dai sacerdoti ai danni di ragazzini, abusi che in alcuni casi risalirebbero addirittura agli Anni Trenta, e che sarebbero sempre stati sistematicamente coperti dai vertici ecclesiastici.

L’ARCIVESCOVO CHE METTEVA AL SICURO I FONDI DELL’ARCIDIOCESI -Al centro dello scandalo, il cardinale Timothy F. Dolan, oggi Arcivescovo di New York, che nel 2007 fece richiesta al Vaticano per spostare quasi 57 milioni di dollari da investire nella manutenzione dei cimiteri: si trattava invece di una manovra per proteggere quel denaro da eventuali richieste di risarcimento da parte delle vittime degli abusi. Dolan, che tra il 2002 e il 2009 era a capo dell’arcidiocesi di Milwaukee, aveva sempre negato con forza di aver cercato di proteggere questi fondi e, anche in seguito alla pubblicazione dei documenti, ha ribadito che l’intera vicenda sarebbe soltanto una strategia per gettare discredito sull’arcidiocesi e sulla sua figura. Eppure, sottolinea il New York Times, tra le carte spunta una lettera datata 2007, indirizzata alla Santa Sede, in cui Dolan motiva il trasferimento di questa ingente somma di denaro come “un’ulteriore protezione di questi fondi da qualsiasi rivendicazione o responsabilità legale”. Il Vaticano diede via libera alla richiesta cinque settimane più tardi.

DOLAN A RATZINGER: “C’È IL RISCHIO CHE SCOPPI UNO SCANDALO” – Molti cattolici avevano sempre visto in Dolan una personalità forte in grado di spazzare via ogni ombra sugli abusi all’interno della Chiesa americana: in ogni apparizione pubblica, Dolan aveva sempre condannato con forza ogni tipo di abuso e di violenza, scusandosi con le vittime e pregando di aiutare la Chiesa e le vittime a “guarire” da questi odiosi crimini. Ma queste seimila pagine alzano un velo sull’altra faccia dell’arcivescovo Dolan: un funzionario preoccupato sopratutto di mettere al sicuro i beni della sua diocesi, cercando di convincere i sacerdoti accusati di abuso ad abbandonare volontariamente il proprio ruolo in cambio di consistenti vitalizi, e intrattenendo abuliche trattative con il Vaticano circa la rimozione di quei sacerdoti che non erano intenzionati a “cooperare”. In un caso, addirittura, uno dei sacerdoti accusati di violenze sui minori fu rimosso dal proprio incarico cinque anni dopo le prime accuse. Dolan era quindi perfettamente al corrente di quanto stava accadendo nella sua arcidiocesi e nel 2003 scrisse all’allora Cardinale Joseph Ratzinger che le vittime stavano organizzandosi per rendere pubblici gli abusi e che c’era “il rischio che scoppiasse un vero scandalo”.

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OTTANT’ANNI DI ABUSI - Settimana scorsa, Jerome E. Listecki, l’attuale arcivescovo di Milwaukee, ha scritto una lettera aperta a tutti i fedeli, spiegando che i documenti che stavano per essere pubblicati avrebbero potuto “far vacillare la propria fede”: “Preparatevi allo shock – scriveva Listecki – Ci sono alcune descrizioni molto forti circa gli abusi compiuti da alcuni sacerdoti”. Nello specifico, i documenti riguardano abusi compiuti da 42 sacerdoti negli ultimi ottant’anni e includono anche le deposizioni del cardinale Dolan e del suo predecessore Rembert Weakland e di Richard J. Sklba, un vescovo ausiliario poi dimessosi. Nei documenti vengono citati anche i casi del reverendo Lawrence Murphy, che avrebbe molestato più di duecento ragazzini in venticinque anni, quando era a capo della St. John’s School, una scuola per studenti sordi, e di Sigfried Widera, accusato di 42 abusi in Wisconsin and California. Entrambi i sacerdoti oggi sono morti: Murphy è deceduto nel 1998, mentre Padre Widera si è suicidato in Messico nel 2003. La lettera dell’arcivescovo Listecki spiega anche come 22 sacerdoti sarebbero stati “riassegnati alle parrocchie nonostante l’arcidiocesi fosse al correte degli abusi” e che “otto di essi avrebbero continuato a molestare anche dopo il trasferimento”.

“NON È ANCORA TUTTA LA VERITÀ” - La pubblicazione dei documenti sul sito dell’Arcidiocesi di Milwaukee è stata definita come “una grande operazione di trasparenza” da parte dei legali delle vittime. ”Non è ancora tutta la verità – ha commentato Jeff Anderson, avvocato di gran parte delle vittime degli abusi – Ma si tratta di un grande passo nella giusta direzione”. E, tra le carte, spuntano anche tracce del Project Benjamin: nel 1989 l’Arcidiocesi mise in atto un primo tentativo di andare a fondo del problema degli abusi, allo scopo di “proteggere le vittime di molestie sessuali e di tutti i parrocchiani offesi dalla condotta dei membri del clero, volontari o impiegati”.

“SAPEVAMO CHE ERA REATO” - La lettera di Listecki si conclude con una considerazione: la maggior parte dei preti accusati di molestie averebbe fatto riferimento a consigli di dottori e terapisti che si focalizzavano sulla figura del sacerdote e non su quella delle piccole vittime, quasi a voler “condonare gli abusi”. A questo proposito si è levata la voce del reverendo James O’Connell, che sottolinea come questa argomentazione risulti poco credibile: “Ho frequentato il liceo negli Anni Cinquanta, e ho studiato il concetto di stupro. Un adulto che ha un’attività sessuale con un minore è un reato. Lo sapevamo fin da allora”.

di Valentina Spotti

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