La violenza sulle bambine: L’altra faccia della medaglia dei Campionati di calcio brasiliani

La violenza sulle bambine: L’altra faccia della medaglia dei Campionati di calcio brasilianiC’è chi i Mondiali non li vorrebbe, c’è chi li vive come una minaccia ulteriore alle condizioni già precarie: è quanto succede ogni giorno ai bambini nei Paesi che ospitano i grandi eventi sportivi, basti pensare che secondo l’Università di Brunel (Inghilterra) durante i campionati mondiali in Sud Africa i casi di sfruttamento sessuale sui minori aumentarono del 63% e secondo una ricerca condotta dall’Università di Parnell quattro sono le tipologie di rischio che incombono sui bambini durante i grandi eventi sportivi: 1) il lavoro minorile, 2) il loro sradicamento a causa di sgomberi forzati per lo sviluppo di strutture e la costruzione di strade, 3) lo sfruttamento sessuale minorile a fini commerciali, 4) i traffici umani.

E anche il Brasile con i Campionati quest’anno e le Olimpiadi nel 2016 non è da meno: nel Paese sono ben 500 mila i minori tra i 9 e i 17 anni coinvolti nella prostituzione; tra il 2010 e il 2012 circa 30.000 nuovi casi di sfruttamento

sessuale infantile sono stati riportati dal servizio pubblico “Disque 100” – numero “verde” nazionale contro la violenza  minorile attivo tutti i giorni 24 ore su 24 – con un aumento di 294 casi ogni mese e circa 7.000 di questi casi sono stati segnalati nelle dodici città ospitanti i campionati mondiali. Rispetto al periodo precedente l’evento dei

Mondiali, le telefonate ricevute hanno segnalato un inasprimento dei temi quali il consumo di droga, il lavoro minorile, l’aumento del tasso di gravidanza tra le dolescenti, il rapimento di bambini, ma più di tutti il drammatico problema degli abusi sessuali e dello sfruttamento minorile.

E le bambine sono le più colpite in questi contesti, infatti secondo quanto pubblicato nel 2011 dalla Secretaria de Direitos Humanos/Disque Denuncia Nacional, se si disaggregano i dati a seconda del genere si scopre che il 79%  delle bambine ha subìto abusi sessuali contro il 21% dei maschi e il 73% delle femmine è stato coinvolto in pornografia contro il 27% dei maschietti; per quanto riguardi i traffici a scopo sessuale il 74% delle bambine ne è stato vittima contro il 26% dei bambini.

Plan International opera in Brasile dal 1997 principalmente negli stati di Maranhão e Pernambuco, coinvolgendo oltre 70.000 bambini nei suoi progetti; proprio per arginare i gravi rischi che la Coppa del Mondo porta inevitabilmente

con sé nei confronti dei bambini, Plan da alcuni anni ha sviluppato dei progetti per aumentare la consapevolezza del pericolo di sfruttamento, con l’obiettivo di mantenere i bambini al sicuro, responsabilizzando gli adolescenti e garantendo che solo benefici tangibili possano derivare dai Mondiali con progetti dedicati ai bambini e con un’attenzione particolare alle bambine e alle ragazze che vivono in contesti svantaggiati negli stati di Maranhão, Pernambuco e Rio Grande do Norte.

“E’ triste vedere che una ragazza o un ragazzo ha smesso di vivere la sua vita a causa dello sfruttamento sessuale, della violenza domestica o per le droghe”, racconta Rayane – formatasi con il progetto di Plan “Turismo e protezione dell’infanzia” – che a soli 17 anni è una sostenitrice dei diritti dei bambini e attivista: “i sogni dei giovani sono anche i nostri, quando questi sogni si infrangono, si infrangono anche i nostri. Se rimaniamo uniti possiamo cambiare la nostra città, il nostro Stato e in futuro avremo bambini e ragazzi con un nuovo volto e un futuro migliore”.

Il progetto “Turismo e protezione dell’infanzia” è stato costruito su quanto appreso dopo tre anni di esperienza nell’implementare misure preventive contro lo sfruttamento sessuale di minori in sette città della costa meridionale di Pernambuco e nella città di Tibau do Sul nello stato di Rio Grande do Norte. Il progetto coinvolge i governi e le organizzazioni della società civile nel potenziare reti di protezione dell’infanzia locale, incrementare attività preventive contro lo sfruttamento sessuale nei minori.

Le comunità vengono mobilitate con campagne di sensibilizzazione, i giovani ricevono training di formazione e sono seguiti con lo scopo che trovino lavori dignitosi nel turismo e nelle principali industrie del territorio. A livello internazionale il progetto lavora con organizzazioni di viaggio, con le autorità e con i turisti per aumentare la consapevolezza sui rischi di sfruttamento sessuale che emergono nei contesti turistici e nei grandi eventi sportivi.

Il progetto non avrebbe raggiunto il risultato desiderato, se non fosse stato coinvolto anche il secondo settore:

imprenditori e dipendenti di pub, alberghi e ristoranti sono stati resi consapevoli sulle decisioni e atteggiamenti che devono essere intraprese di fronte a un sospetto di abuso o di sfruttamento. La formalizzazione di tale sostegno da parte del settore brasiliano del Turismo è stata fatta attraverso la firma – da parte di dozzine di imprenditori e manager – del “Codice di condotta per la protezione dei bambini e adolescenti dallo sfruttamento sessuale nelturismo”.

Un altro progetto di Plan “Le ragazze e il pallone” ha coinvolto circa 1400 bambine e ragazze tra i 10 e i 18 anni delle aree di Recife, Natal e Fortaleza: il calcio, come strumento di socializzazione e di integrazione sociale, è stata la leva per stimolare la partecipazione, l’apprendimento, il lavoro di squadra, facendo emergere nelle ragazze l’autostima e incoraggiandole a lottare per i loro diritti e a diventare leader nella propria comunità. Il progetto prevede diverse attività sviluppate con le famiglie e la comunità, affrontando tematiche quali la salute sessuale e riproduttiva, le gravidanze premature, il lavoro minorile (in particolare quello domestico), gli abusi sessuali, lo sfruttamento.

Il progetto “Gol per una vita migliore” ha formato professionalmente 150 giovani tra i 18 e i 22 anni disoccupati  che vivono nei quartieri poveri di Natal perché diventino operatori per i Campionati mondiali e per i grandi eventi musicali, sportivi che si terranno nello stadio Arena das Dunas; lo stadio ha messo a disposizione gli spazi per i corsi e si è impegnato ad assumere i giovani formati, i coach sono professionisti specializzati nel settore sport e grandi eventi. Circa il 60% dei partecipanti sono state giovani donne, alcune delle quali sono state sottoposte alla prostituzione per sopravvivere.

Per informazioni: Plan Italia – Brunella Pacia – Responsabile Comunicazione, PR e Ufficio Stampa  Tel: +39 039 684870.6 – Fax: +39 039 62 60 002 – e-mail: brunella.pacia@plan-italia.org

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