Calci e pugni alla figlioletta: arrestato

Calci e pugni alla figlioletta: arrestatoESTE. Botte, schiaffi, calci e pugni, bastonate con il manico di una scopa. Quando il pediatra l’ha vista per quello che doveva essere un controllo medico di routine, non ha creduto ai propri occhi: il corpicino di quella bambina di appena quattro anni era segnato da numerose ecchimosi. Percorso da segni evidenti di botte e lesioni, ripetute e violente. Non così gravi da farle rischiare la vita, ma gravi abbastanza da lasciare segni più che evidenti. E chissà quali altre ferite nell’anima. È stato proprio un medico a spezzare la catena del silenzio che, probabilmente da mesi, vedeva una bambina di quattro anni protagonista suo malgrado di un quadro familiare di percosse, violenze, orribili minacce e terrore psicologico.

Un quadro che la scorsa settimana ha portato i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Este ad arrestare il padre della piccola, un trentenne di nazionalità italiana, operaio, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della figlioletta. Il tutto dopo una complessa e delicatissima attività di indagine condotta dai militari, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Rovigo Davide Nalin. Che nei giorni scorsi, visto il pesante scenario di violenza domestica emerso dalle indagini, ha chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Rovigo Carlo Negri l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il papà orco.

A dare il via alle indagini è stata proprio una segnalazione arrivata sul tavolo della stazione dei carabinieri di Casale di Scodosia. Una segnalazione partita dall’ospedale in cui la piccola era stata condotta per un controllo medico generale. Nel corso della visita pediatrica, che si è svolta lo scorso mese di gennaio, il medico che ha preso in esame la bambina ha riscontrato delle serie ecchimosi su tutto il corpo della giovanissima. Segnali preoccupanti, che hanno immediatamente fatto scattare un campanello d’allarme. Il primo passo è stato naturalmente quello di chiedere conto ai genitori. Ma le loro spiegazioni su come la piccola si fosse fatta così male non hanno convinto il personale sanitario. Anzi, gli accertamenti medici hanno ben presto permesso di constatare che i traumi riportati dalla bambina non erano compatibili con le ragioni dichiarate dai genitori.

È scattata quindi la segnalazione ai carabinieri e sono partite le indagini su quanto accadeva dentro quelle mura domestiche. Una situazione difficile da accertare, in assenza di una collaborazione da dentro la famiglia. I carabinieri hanno impiegato anche intercettazioni ambientali, comprese alcune microtelecamere, che il magistrato ha autorizzato vista l’estrema delicatezza dell’inchiesta. Le scene riprese sono state agghiaccianti. Nessuna finalità educativa in quelle che erano semplicemente botte. La bambina veniva colpita con schiaffi e calci, anche alla testa o sul corpo. In un caso addirittura il padre l’ha bastonata con il manico in ferro di una scopa.

Le violenze verbali e le minacce del genitore non erano da meno. Per esempio, le ordinava di rimanere immobile, seduta in silenzio a guardare la televisione, altrimenti le avrebbe rotto un piatto in testa. Comportamenti minacciosi e violenti che nella piccola hanno creato uno stato di terrore e sottomissione psicologica. Una violenza fisica sempre comunque “controllata”: niente segni sul viso, niente tracce troppo evidenti, tali da attirare l’attenzione di esterni. Una famiglia apparentemente normale e irreprensibile. Il padre orco ora è trattenuto presso la casa circondariale di Rovigo.

Da Redazione


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