Abusi e violenze sui minori, gli esperti del centro Vatma in autunno in tour nelle scuole

Abusi e violenze sui minori, gli esperti del centro Vatma in autunno in tour nelle scuole In foto l’interno del centro Vatma

TERMOLI. A settembre, l’equipe del centro di Valutazione, Ascolto e Trattamento dei Minori vittime d’Abuso di Termoli darà inizio ad una serie di seminari presso tutte le scuole del Molise, dove si affronteranno tutti gli aspetti psico-comportamentali a cui prestare attenzione in caso di vittime di abuso,  gli obblighi di legge per le procedure di segnalazione e gli aspetti giudiziari, in collaborazione con un consulente legale. “Un insegnante o chiunque si trovi a svolgere una attività di pubblico servizio, ha l’obbligo di segnalare alle autorità il sospetto di probabili abusi sia sessuali, fisici, psicologici, o bambini trascurati e costretti a loro volta ad assistere a scene di violenza.  . Il seminario vuole anche essere uno strumento per insegnare a comprendere e riconoscere le richieste di aiuto che invia inconsciamente la vittima: realizzazione di testi, disegni, linguaggio non consono all’età e gesti ripetitivi e compulsivi ”, ci spiega così l’idea della realizzazione di questi seminari il dottor Nicola Malorni, responsabile del centro V.A.T.M.A.

Continuando poi, ha cosi spiegato il perché della nascita del centro:“In Molise mancava un centro di elevata specializzazione che offrisse una attività di valutazione e trattamento psico-terapeutico sia per i minori che subiscono abusi, sia per le loro famiglie, che fosse quindi in grado di seguire la complessità del fenomeno. Il centro V.A.T.M.A. segue le direttive della “Convenzione di Lanzarote” ratificata nella legge 172 del 2012”. Il centro è situato presso la sede del vecchio Ospedale di Termoli, con ingresso indipendente, ed è dotato di spazi studiati, come una stanza per i colloqui per gli adulti, una stanza per i colloqui con i minori dotata di uno specchio unidirezionale che comunica con una stanza neutra, in cui quando si è nella fase di ascolto attendono le autorità giudiziarie. Inoltre la stanza è dotata di video-citofono. L’equipe multi professionale del centro è formata da due Psicoterapeuti di cui uno specializzato in problematiche dell’infanzia e uno della famiglia, uno Psicodiagnosta, un Neuro Psichiatra ed un Assistente Sociale. Attualmente il centro sta seguendo un numero nutrito di casi, alcuni dietro segnalazione dei servizi sociali, altri su richiesta delle forze dell’ordine oppure dietro autorità del Tribunale per i Minorenni. “Dopo la segnalazione lo psicoterapeuta esperto si occupa dell’ascolto,  poi  inizia la psico-diagnosi e viene redatto un progetto terapeutico sia individuale sul minore seguito dall’esperto in psicoterapia infantile, sia un progetto terapeutico familiare seguito da un altro esperto psico-terapeuta.

Si lavora sulla “comunicazione”, per capire l’innesco della vittimizzazione. Bisogna capire le costellazioni familiari perché esse possono essere un fattore di rischio. Questi fattori insiti negli stili di comunicazione se sottovalutati possono portare a nuove forme di maltrattamento. Lavorando invece sugli “aspetti profondi del trauma” si procede ad un lavoro intrapsichico: la gestione delle emozioni e l’influenza del rapporto con gli altri. Si procede quindi anche con un lavoro di prevenzione, perché è facile che chi oggi è vittima, se non adeguatamente seguito, potrebbe in futuro diventare un potenziale abusatore.   Tutto questo avviene se  esistono le risorse genitoriali per aiutare il minore. Diverso invece, quando il minore ha subito abuso dagli stessi genitori.  In questo caso la situazione si valuta diversamente: se l’abuso è avvenuto da parte di un solo genitore questi viene allontanato e la vittima rimane con l’altro genitore, altrimenti se non vi sono risorse genitoriali e non vi sono parenti entro il quarto grado di parentela si affida il minore ad una  struttura comunitaria. Il centro però, può collaborare con le comunità che si occupano dei minori per favorire degli incontri protetti tra genitori e figli, all’interno della struttura”, ha concluso il dottor Malorni.

Di Carmen Vassalli

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