Una spy story nella scherma: “Vogliono fermare Beatrice perché è troppo forte”

Una spy story nella scherma: "Vogliono fermare Beatrice perché è troppo forte"Ruggero, il papà di Bebe Vio, astro nascente del fioretto paralimpico, ha le sue ragioni per crederlo. Dopo lo scorso anno di passione, passato a contestare la prima classificazione della figlia in categoria A, poi rivista con una nuova classificazione, in B, ora è alle prese con le contestazioni alla protesi, per la sua supposta pericolosità.

A Trieste ci sono i Campionati Italiani Assoluti e Paralimpici di scherma. Ruggero Vio, padre della numero 8 al mondo nella classifica del fioretto, racconta i successi della figlia sedicenne, una vera fuoriclasse delle armi bianche, doppio oro alle ultime due tappe di Coppa del Mondo, nel fioretto, e si toglie qualche sassolino. “Tutto è cominciato con la prima classificazione internazionale – dice-, la commissione mise Beatrice in classe A, praticamente con atleti quasi senza disabilità”.

Poi è cominciata una sorta di battaglia per la giustizia: “Alla fine, a dicembre scorso, è stata messa in categoria B. Ma non è finita, perché Bebe è molto forte e continua a vincere. In un anno di gare ha disputato cinque Coppe del mondo e due Mondiali U17. In tutto, ha vinto 3 ori e 4 argenti. Questo deve aver disturbato i piani delle veterane. Adesso, è fantascienza pensare che la protesi di Bebe sia pericolosa, che senza mano e polso, che in genere ammortizzano il colpo, lei sferri colpi troppo forti alle avversarie. Comincio a pensare a un thriller internazionale. Altro che pericolosità, la protesi di Bebe è arrivata alla sua terza versione. L’abbiamo sempre più alleggerita, perché il moncone le faceva male, si feriva e sanguinava, all’inizio. Adesso tira molto meglio, con meno fatica”.

Ma, tornando alla clamorosa conferma di Lonato del Garda, Beatrice ha messo in fila l’ungherese Dani, icona del fioretto paralimpico che ha vinto le ultime sette edizioni della Coppa del mondo, ed è proprio lei a raccontare di quando ha affrontato e superato un momento critico: “E’ successo che la semifinale era partita male – dice Beatrice-. Mi sono trovata sempre in svantaggio. A un certo punto, sul 13 a 11, in piena confusione mentale, ho chiesto di fermare il gioco, perché la protesi si stava sganciando. In quel preciso momento, riavvitato il fioretto sull’attacco, ho fissato il display e mi sono detta: ma che diavolo sto facendo! Così, da lì in poi, ho infilato quattro stoccate vincenti, finendo 15 a 13″.

E’ lì che la veneta ha messo l’ipoteca sul titolo di tappa, complice anche un pisolino ristoratore e le parole, andate dritte a colpire nel segno, di un grande campione come compagno di squadra. “Subito dopo la fine dell’incontro, mi sono buttata a terra stremata, ero nervosa, sudata. Ho chiuso gli occhi e mi sono addormentata immediatamente, a bordo pedana. Poi cinque minuti prima che cominciasse la finale con la fortissima Dani, prima del ranking mondiale, mi ha svegliata Alessio (Sarri, oro in Coppa del Mondo di sciabola a Montreal, ndr) che mi ha sussurrato delle parole che non riferirò a nessuno, sono cose tra compagni di squadra. Da lì, sono arrivata alla vittoria quasi senza sforzo. Ero riposata dal sonno fatto e caricata dalle parole di Alessio. Sono stata felicissima dell’impresa, diversamente da Montreal, dove ho pensato di aver vinto proprio perché era assente la Dani”.

Con l’ungherese, Bebe aveva perso in precedenza due finali. Questa vittoria è andata storta a qualcuno che, appunto, ha fatto ricorso sospettando la pericolosità della protesi, senza ammortizzatori. Fatto sta che Beatrice punta dritto ai Mondiali di Budapest, per questo ha sospeso gli allenamenti nell’atletica leggera. E intanto si concentra sulle gare di sabato a Trieste.

ASSOLUTI DI SCHERMA – La kermesse tricolore si è svolta da giovedi 30 maggio a domenica 2 giugno presso il PalaTrieste, con la sola eccezione delle finali di fioretto femminile, che saranno ospitate in Piazza Unità d’Italia a partire dalle 21 di sabato 1 giugno. Partecipano ai Campionati Italiani Assoluti e Paralimpici ben 30 medaglie olimpiche, portate in dote da alcuni dei più grandi campioni della scherma italiana che saliranno in pedana nella quattro giorni di gara.

Il programma di scherma paralimpica ha previsto per venerdì le gare di spada, sabato quelle di fioretto ed infine domenica le prove di sciabola. Tutti gli azzurri in carrozzina sono stati schierati sulle pedane tricolori: con Alessio Sarri, Andrea Macrì, Matteo Betti, Marco Cima, solo per dire dei paralimpici presenti ai Giochi di Londra. Con loro, Beatrice Vio, reduce da una strepitosa doppia affermazione in Coppa del Mondo, con i due ori nel fioretto di Montreal e Lonato del Garda. Tutte le fasi finali sono state trasmesse da RaiSport. Le giornate di gare si possono seguire anche sul canale ufficiale della Federazione Italiana Scherma su Youtube con video, interviste, immagini e commenti circa la kermesse tricolore. Il sito federale Federscherma.it raccoglie tutte le informazioni, mentre la Fan Page ufficiale della Federazione Italiana Scherma su Facebook accoglie i principali risultati e il racconto fotografico, affidato agli scatti del fotografo Augusto Bizzi. Il profilo Twitter federale @federscherma è aggiornato con alcuni retroscena, commenti flash e gli aggiornamenti dei risultati.

Fonte Cip

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