La riforma della scuola: cosa cambia per gli studenti

La riforma della scuola: cosa cambia per gli studentiLa riforma Giannini, molto complessa e articolata, riguarda i piani di studi, i contratti degli insegnanti, i poteri dei dirigenti scolastici e i piani di investimento.

Vediamo, però, come cambia la scuola dal punto di vista degli studenti, a partire dal rafforzamento dell’insegnamento di musica, arte, lingue, educazione motoria.

Attenta alle nuove alfabetizzazioni, la nuova offerta formativa propone un consolidamento per le lingue straniere, a partire dai 6 anni e un’attenzione alle competenze digitali, con il coding e il pensiero computazionale nella primaria e il piano “Digital Makers” nella secondaria. Inoltre, si assisterà alla diffusione dello studio dei principi dell’Economia in tutte le secondarie.

Il percorso formativo degli studenti della scuola superiore si arricchisce di insegnamenti a scelta rispetto a quelli già previsti dal programma di indirizzo.

Nasce quindi il Curriculum dello studente, che contiene il profilo del ragazzo relativo al percorso di studi, le scelte formative, le competenze acquisite a scuola e nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Per attuare questa novità, il preside può avvalersi di finanziamenti esterni come sponsorizzazioni.

Maggiori investimenti sono inoltre previsti per rafforzare le competenze digitali e le strumentazioni. Alla scuola primaria si valorizzerà lo studio della musica e dell’educazione fisica. Previsti anche insegnamenti in lingua. Alla scuola media più lezioni di lingua straniera, cittadinanza attiva e laboratori. Alle superiori si potenziano arte, diritto ed economia.

Se prima della Buona scuola erano solo gli studenti degli istituti tecnici e professionali a svolgere alcune ore di stage in azienda, ora tutti coloro che frequentano il triennio delle superiori (compresi i licei) dovranno farne almeno 400 ore, 200, invece, le ore “facoltative” per chi va al liceo. L’esperienza potrà essere fatta in aziende e anche in enti pubblici.

Sono previsti piani educativi personalizzati per gli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali, a cui tutti i docenti dovranno partecipare.

Soprattutto nelle aree a forte presenza di alunni non italiani è previsto un piano di integrazione con gli stranieri oltre a laboratori linguistici per perfezionare l’italiano come seconda lingua e laboratori di lingue non comunitarie.

È stato infine confermato il fondo previsto nella legge di stabilità: 1 miliardo di euro per il 2015 e 3 miliardi a partire dal 2016. Inoltre dalla Banca europea per gli investimenti sono arrivati 940 milioni di euro per l’edilizia scolastica.

Fonte: ilgazzettino.it


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