Cacciato da scuola perché porta il piercing

Cacciato da scuola perché porta il piercingI compagni e gli insegnanti lo descrivono come un ragazzo sempre educato e non troppo indisciplinato. Ma per la preside, Mattia Carbini non può sedere sui banchi dell’istituto alberghiero di Arzachena (Olbia). Per una ragione che ha stupito tanti: in questa scuola sono vietati i piercing. E il diciottenne (studente del quarto anno) ne indossa ben due: un anellino sul naso e un brillantino sotto la palpebra.

Oggi la dirigente ha deciso di controllare l’abbigliamento e il decoro degli alunni e per Mattia è scattata l’espulsione. A scuola è scoppiato il parapiglia e sono arrivati i carabinieri. È già stata presentata una denuncia ma nel frattempo la preside è bersaglio di critiche durissime. Lei, Fabiola Martini, si difende leggendo a voce alta l’articolo 18 del regolamento d’istituto, firmato da lei stessa e approvato dal consiglio d’istituto nel 2014, ma sui social network le polemiche sono quasi tutte contro di lei. A scagliarsi per primo contro la dirigente è stato il padre del diciottenne espulso da scuola: «Se questa norma valesse in tutte gli istituti d’Italia, forse la metà dei ragazzi non potrebbe più andare a lezione. Direi che questa regola è fuori dal tempo: nel 2015 non si possono penalizzare i ragazzi per l’abbigliamento o per un piercing».

Ma la preside dell’Alberghiero ha scelto la linea della tolleranza zero e non ammette deroghe al regolamento d’istituto che impone agli alunni “un abbigliamento consono e adeguato per l’ingresso a scuola. Stabilisce che non è consentito il possesso di piercing, orecchini, acconciature e pettinature che non garantiscano l’igiene personale e la salvaguardia di ambienti salubri”.

Salute: lastampa.it


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