Intervista al gruppo Fango e i funghi, testimonial del progetto “Sbullit Action”

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Claudio Morosi, tastierista dei “Fango e i funghi”, è con noi a rispondere alle nostre domande:

Come nasce la vostra esperienza musicale?

Claudio: dunque come formazione ci siamo incontrati nel 1993, venivamo da varie estrazioni artistiche, chi veniva dalla musica classica e da altre esperienze, “Fango” invece è un artista tout court, a 360°, mentre il nostro bassista arrivava da Pesaro… quindi anche da diverse zone geografiche, oltre che da vari settori musicali. All’inizio ci siamo riuniti in un contesto di varie serate, che poi si è trasformato in una serie lunghissima di serate… nello stesso locale, e non ci aspettavamo neanche il successo che abbiamo avuto.

Che effetto pensate possa avere la vostra musica sui giovani?

Claudio: io porrei la domanda in questo modo: “che effetto può avere anche a livello sociale…” direi… dato che io tra l’altro lavoro in una struttura di recupero mentale, quindi sò benissimo quanto importante sia la musica… è più che importante… è fondamentale, fa parte di una di quelle discipline che può coinvolgerti totalmente. E far fare delle cose piuttosto di altre è molto molto importante, può aiutare tantissimo.

La musica è tante cose, è aggregazione ma anche soprattutto comunicazione, in questo senso che messaggi pensate di poter comunicare ai giovani con la vostra musica? Vi sono ad esempio dei temi ricorrenti, e nel caso vi siano… quali sono?

Claudio: nel nostro caso ci siamo occupati di fare sempre delle cover, cioè riproduzione di brani che sono già stati scritti, però abbiamo cercato di dare un filo comunicativo al tutto… quello dello stare bene insieme, per far sì che la gente partecipasse. Ci alziamo sul palco, urliamo insieme e cerchiamo di dare il bello del coinvolgersi a vicenda, e avere quelle due ore di divertimento sano.

Direste mai due parole dal palco invitando quei giovani violenti ad essere più comprensivi appunto nei confronti dei loro coetanei?

Claudio: per quanto mi riguarda io li inviterei sul palco e gli farei proprio la domanda diretta.

Per quanto riguarda il nostro progetto “Sbullit Action”, da un punto di vista artistico, precisamente da quello musicale, cosa ne pensate di una serie di concerti dedicati al progetto? La potreste vedere come una cosa improbabile o fattibile?

Claudio: dunque… i progetti, se ci si mette di buona volontà, penso siano tutti fattibili. E questo è un ottimo progetto secondo me.

Fareste mai da testimonial ad un progetto del genere?

Claudio: io sì, e noi volentieri. Non c’è nessun problema.

Da Redazione

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