Intervista a Elisa Ridolfi testimonial del progetto “Sbullit Action”

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Elisa Ridolfi, cantante, è con noi a rispondere alle nostre domande:

Come nasce la sua esperienza musicale?

La mia esperienza musicale in maniera così spontanea nasce da bambina, poi l’ho sviluppata con l’adolescenza e preofessionalemte verso i 19 anni ho iniziato un progetto che mi ha permesso di lavorarci.

Che effetto pensa possa avere la sua musica sui giovani?

Giovani, ecco… c’è da dire prima che io sono arrivata a 35 anni e mi reputo giovane in realtà, l’effetto.. molti dicono che li faccio piangere, non sò questo in che termini va vissuto ma credo che ci sia una cominucazione emotiva.

La musica è comunicazione, aggregazione e tanto altro… con le sue interpretazioni o le sue canzoni che messaggio pensa di comunicare? In particolare se c’è un tema ricorrente, quale può essere?

Io vengo dal mondo del Fado e della musica popolare, generalmente portoghese, diciamo và un pò a prendere quelle parti dell’animo suggestive, evocative, malinconiche e a volte anche drammatiche.

Questi sono aspetti che sicuramente vengono fuori dalle mie canzoni, in realtà io cerco sempre di fare con una certa leggerezza, spontaneità e autenticità perchè credo che in verità la musica viva di tutti i suoi aspetti, quindi anche se tu fai qualcosa di molto intenso non deve essere necessariamente un colore nero ma è di tanti colori insieme quindi arriva proprio una gamma di frequenza emotiva. Sui ragazzi di 35 anni vedo che attecchisce, per i giovani anche adolescenti o di vent’anni faccio forse un genere che può un pò discostarsi perchè sono molto acustica, molto intima, quindi non c’è quell’aspetto anche liberatorio che magari cercano a quell’età. Io sono arrivata a questa musica anche con una mia maturità più apprezzata forse da un certo target.

Diresti mai due parole dal palco invitando quei giovani violenti ad essere più comprensivi nei confronti dei loro coetanei?

Certo, lo farei, io come musicoterapeuta mi trovo a lavorare con ragazzi che utilizzano la musica per aiutarsi e limitare le proprie difficoltà e i loro disagi sociali, la musica ha un grande potenziale, direi enorme da questo punto di vista, e può sublimare quegli stati aggressivi violenti o di ritiro. Credo che si arrivi a sfruttare la musica per sfogarsi, liberarsi… per aggregarsi, per creare delle emozioni sotto molti punti di vista.

A questo proposito ci potrebbe svelare qualcosa, relativo al mondo della musicoterapia che purtroppo non tutti conosciamo?

La musicoterapia è un mondo vastissimo perchè unendo musica e terapia si può lavorare con le disabilità (chiamiamole tali) che determinano disabilità fisica, facendo sì che le persone possano lavorare sul movimento… e lavorare con quelle che determinano disabilità psichica, quindi agire proprio sui tempi di attenzione, cognitivamente sulla memoria… quindi sono anche cose molto tecniche come pure gli aspetti che toccano le sfere più sociali che riguardano i gruppi di ascolto, di lavoro con la musica, si lavora col bambino fin da quando è in grembo, e io lavoro molto con la musica in gravidanza (ho fatto 2 figli quindi oggi sono sensibile a questo tipo di cose). Si lavora poi con l’anziano, si và a lavorare sull’alzheimer, con giochi di memoria con canzoni da ricordare… Perciò è un mondo gigantesco, e che sta iniziando ad essere molto utilizzato.

Con l’anziano si interviene sulla rievocazione mnemonica?

Certo perchè l’anziano perde la memoria a breve termine e la memoria a lungo tremine è molto solcata per cui attraverso dei giochi che vanno ad utilizzare la memoria a lungo termine, quindi sono cose tecniche sul cognitivo, vanno molto a non perdere informazioni anche più vicine.

Cosa ne pensa di una serie di concerti all’insegna del progetto “Sbullit Action”, lo vedrebbe più come qualcosa di possibile o di improbabile?

Credo che se ben studiata sarebbe una cosa eccezionale perchè nel giusto contesto magari anche integrando dei ragazzi dandogli proprio degli spazi, adesso non so bene come o se è già stato studiato in parte come progetto, penso comunque abbia un grande potenziale.

Farebbe mai da terstimonial al progetto “Sbullit Action”?

Sì, anche perchè io ho due figlie, e a me la violenza di questa società impaurisce molto per cui mi auguro assolutamente che si possa fare qualcosa, da una parte perché non diventino delle bulle, in realtà sono molto buone ma non si può mai dire, dall’altra ho paura di possibili violenze che gli possano esser fatte quindi credo sia un tema che và assolutamente trattato ed anzi siete molto bravi nel cercare di svilluppare progetti intelligenti su queste problematiche.

Pensa che sia davvero difficile per la famiglia accorgersi se il proprio figlio o figlia pratichi del bullismo su altri ragazzi?

Sai, da che io sono diventata mamma e lavoro con le mamme con la musicoterapia o frequento mamme in amicizia ho capito che quando si diventa genitori si entra in un altro spazio/tempo che ti fà guardare il mondo diversamente, cioè quando non ero genitore io mi chiedevo come un genitore non potesse accorgersi di certe difficoltà del figlio, perchè si comportasse in un certo modo, io sono spicologa quindi lavoravo con bambini con difficoltà perciò accusavo molto i genitori. Oggi che sono genitore vedo la fatica che faccio io stessa nel vivere i miei figli senza filtri e cercare di vederli e capirli, si proietta molto sui figli, vuoi o non vuoi, quindi a volte si perdono di vista e li si veste in continuazione di vestiti che non hanno e tu li vedi come li vuoi vedere per cui anche quì la famiglia và aiutata, cioè se si dice da una parte che il bullo a sua volta è una vittima è tutto un gioco di questo tipo, penso che loro stessi abbiano un enorme dolore nel vedere il figlio che gli risponde male, che non ascolta e loro stessi hanno magari degli atteggiamenti errati e se ne rendono conto ma sono ormai calcificati e quindi ignorano, è un discorso gigantesco però io ho smesso di vedere solo nella famiglia il problema dei ragazzini, cerco anche di responsabilizzare i ragazzini.

C’è un progetto recente, prossimo o venturo di cui vuol parlare?

No, perchè io cerco adesso di tirar sù al meglio le mie figlie, in realtà canto molto, quest’estate già è un problema e quindi spero di rifare un disco in futuro però mi voglio dare i giusti tempi proprio perchè far crescere delle creature bene è la cosa più importante questo momento per me.

Da Redazione

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