Nuovo Isee, ancora critiche. Anffas: “bozza da cambiare, insidie per i disabili”

Nuovo Isee, ancora critiche. Anffas: "bozza da cambiare, insidie per i disabili"Secondo il presidente Speziale c’è il rischio concreto che la riforma si traduca in una disparità di trattamento sul territorio nazionale e in una seria minaccia alla vita delle persone con disabilità. Mozione approvata dall’Assemblea nazionale.

ROMA – Il nuovo Isee porta con sé delle insidie per le persone con disabilità e le loro famiglie: si tratta di un vero e proprio “cavallo di Troia” che va modificato quanto prima. C’è molta preoccupazione all’Anffas, l’associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, che nel fine settimana appena trascorso ha celebrato la propria Assemblea nazionale con l’approvazione di una mozione che chiede immediati cambiamenti per evitare disparità e discriminazioni.

A Trento si sono radunati oltre 130 associazioni socie e più di 200 persone tra uditori ed ospiti, tra cui anche l’On. Livia Turco, socia onoraria di Anffas Onlus, e Pietro Barbieri, Presidente Fish e Forum Terzo Settore cui Anffas Onlus aderisce. L’Assemblea Nazionale di Anffas, dopo aver preso atto delle modifiche intervenute all’art. 2 della bozza di decreto di riforma Isee – redatto a seguito del confronto tra il Governo e la Conferenza dei Presidenti delle Regioni – e aver rilevato l’inserimento di due clausole che portano l’Isee, ritenuto già livello essenziale, a tener conto delle prerogative regionali, attraverso la mozione approvata richiederà al governo, soprattutto nella persona del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Viceministro per le Politiche Sociali, l’eliminazione di tali riferimenti regionali al fine di evitare che un intervento regionale possa svuotare la portata della riforma.

“Questa bozza di decreto – afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas – è un vero e proprio cavallo di Troia e va modificata per delle ragioni ben precise. Non è infatti accettabile che l’Isee – un livello essenziale delle prestazioni – sia derogato dalla legislazione regionale, che si possa escludere o limitare a priori, solo per condizioni economiche, l’accesso alle prestazioni sociali e socio-sanitarie e che si faccia utilizzare agli enti erogatori dei criteri diversi ed ulteriori rispetto a quello dell’Isee per regolamentare l’accesso alle prestazioni”.

Conclude il presidente: “C’è il rischio concreto che questa riforma si traduca in una disparità di trattamento sul territorio nazionale concernente, tra le altre cose, i costi di compartecipazione e l’accesso a prestazioni e servizi, e in una seria minaccia alla vita delle persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità intellettiva e/o relazionale, e delle loro famiglie, soggetti che già si trovano in una situazione critica poiché già pesantemente colpiti dall’attuale crisi finanziaria e da costanti e continui tagli alle risorse per le politiche sociali “.

Anfass

I commenti sono chiusi