Aids: studio italiano scopre difesa naturale contro l’Hiv

Aids: studio italiano scopre difesa naturale contro l'HivScoperta l’esistenza nelle cellule di un potentissimo inibitore dell’infezione virale, la proteina cellulare Serinc5, in grado di neutralizzare Hiv e altri virus simili.

La scoperta di una proteina, presente nella superficie delle cellule, apre nuove speranze nella lotta all’Aids. Questo potentissimo inibitore naturale dell’infezione virale, chiamato Serinc5, è in grado di neutralizzare hiv e altri virus simili. A ‘fotografare’ per la prima volta il Serinc5 è stato un gruppo di ricerca italiano, quello del Centro per la Biologia Integrata (Cibio) dell’Università di Trento. Lo studio,  è stato pubblicato su Nature, ha rivelato che la capacità dei virus di infettare le cellule dipende dalla loro abilità di eludere questa difesa naturale, finora sconosciuta.

“Una difesa naturale finora sconosciuta”. Da ormai più di 20 anni si sa che la capacità dell’Hiv di causare l’Aids dipende dalla presenza di un suo componente, chiamato Nef, che rende il virus molto infettivo. I ricercatori hanno ora capito che Nef agisce permettendo al virus di eludere proprio l’attività antivirale di Serinc5, rendendolo così estremamente aggressivo. “Quando una cellula è infettata con hiv inizia a produrre nuovo virus necessario per disseminare l’infezione a tutto l’organismo”, ha spiegato Massimo Pizzato, a capo della ricerca al Cibio.

La ‘guerra’ fra proteine. “Serinc5 è situata sulla superficie delle cellule e attende che il virus esca da queste per inserisi in esso e renderlo incapace di infettare nuove cellule. L’infezione così – ha continuato – non si può propagare. Tuttavia, nella continua guerra ingaggiata con le cellule, i virus hanno compiuto un passo in più, vincendo per ora la battaglia. Infatti, con la sua proteina Nef, Hiv ha acquisito la capacità di rimuovere Serinc5 dalla superficie della cellula eludendo la sua azione antivirale”. La scoperta risolve dunque un mistero scientifico nella ricerca di Hiv rimasto fino a pochi giorni fa totalmente insoluto. “La nostra scoperta espone un tallone d’Achille del virus – ha detto concluso – . Serinc5 è un agente estremamente potente. Stiamo ora lavorando per renderlo ‘invisibile’ ad Hiv”, ha concluso.

L’altro studio. Lo studio sembra trovare conferme in un’altra ricerca pubblicata in questi giorni. Questa volta gli esperti dell’università del Massachussetts hanno analizzato le proteine presenti nel virus in fase infettiva. Identificando la proteina Serenic3 e Serenic5 hanno stabilito che sono in grado di “indebolire” il virus dell’Hiv.

Trenta anni fa moriva Rock Hudson. Queste due scoperte sono state diffuse in coincidenza con i trentanni dalla morte di Rock Hudson. L’attore perse la vita il 2 ottobre 1985, facendo di fatto scoprire al grande pubblico in tutto il mondo la malattia. La notizia della patologia che lo aveva colpito, insieme alla rivelazione sulla sua omosessualità, divenne ufficiale il 25 luglio dell’85, dieci giorni dopo una conferenza stampa in cui l’attore si era presentato già molto debilitato. Due mesi più tardi la morte a Parigi, dove Hudson era andato con la speranza di ricevere una cura allora sperimentale per la quale, secondo alcune indiscrezioni pubblicate proprio quest’anno, avrebbe chiesto aiuto addirittura all’allora presidente Ronald Reagan.

Fonte: repubblica.it

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