Con il “Laboratorio Edili” di Nisida l’Inail prepara i detenuti al reinserimento sociale

Con il “Laboratorio Edili” di Nisida l’Inail prepara i detenuti al reinserimento socialeSono 45 i giovani formati come operai polivalenti grazie al progetto che si è concluso a fine settembre, ideato dalla direzione regionale dell’Istituto e dall’Associazione costruttori edili di Napoli. Il corso ha fornito informazioni sulla sicurezza sul lavoro e 200 ore di pratica in piccoli cantieri allestiti nel carcere minorile dell’isola.

NAPOLI – È terminata con successo alla fine di settembre la prima edizione di “Laboratorio Edili”, il progetto rivolto a 45 giovani detenuti del carcere minorile dell’isola di Nisida, che sono stati formati al mestiere di operaio edile polivalente, in grado cioè di lavorare a 360 gradi: dal pittore all’intonacatore, dal decoratore al restauratore. L’iniziativa, frutto di un protocollo d’intesa siglato tra la direzione regionale dell’Inail, il ministero della Giustizia e l’Associazione costruttori edili di Napoli (Acen), punta al contrasto del rischio di devianza minorile attraverso il reinserimento sociale.

Le attività articolate in tre sessioni. Il progetto è stato articolato in tre sessioni: promozione e sensibilizzazione ai temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione, e monitoraggio e valutazione. Il corso ha fornito informazioni sulla sicurezza sul lavoro con 25 ore di teoria e 200 ore di pratica in piccoli cantieri allestiti all’interno del penitenziario. Il risultato è stato lo splendido restauro dei seminterrati del monastero benedettino risalente al 1600, che oggi ospita il carcere.

Silenzi: “Estendere l’iniziativa ad altre realtà”. Come sottolineato dal direttore regionale dell’Inail, Emidio Silenzi, nel corso dell’evento di presentazione dei risultati del progetto, l’Istituto “porta avanti il suo impegno sulla prevenzione ritenendo che il rispetto delle regole nell’ambiente di lavoro sia da equiparare al rispetto delle regole nella vita sociale. In questo modo queste persone svantaggiate possono recuperare una regolarità nello svolgimento delle loro attività”. Silenzi ha anche assicurato che “è possibile estendere il progetto ad altre realtà e noi siamo pronti a farlo”, impegnandosi per una seconda edizione dell’iniziativa, che comporterebbe un impegno economico pari a circa centomila euro. Per la prima edizione ne sono stati investiti 119mila, grazie a un co-finanziamento dell’Acen.

Girardi: “Il restauro mercato del futuro”. La scelta di puntare sull’attività di restauro è stata spiegata dal presidente dell’Acen, Rudy Girardi: “Lo consideriamo fondamentale per il futuro del settore – ha detto – Del resto non abbiamo più territorio da edificare e dobbiamo recuperare quello che c’è. Così facendo, offriamo a questi ragazzi la possibilità di reinserirsi in un mercato futuro. La loro risposta è stata positiva e abbiamo proposto un’idea simile anche al direttore del penitenziario di Poggioreale”.

Sepe: “Per i ragazzi è una rinascita”. Per l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, “è fondamentale per la vita di questi ragazzi sapere che, dopo aver commesso qualche sbaglio, non sono condannati per sempre, ma al contrario che si può aprire per loro domani una finestra per il reinserimento nella società. Questo progetto può essere per loro una rinascita, in quanto fa emergere in questi giovani delle potenzialità inespresse, a beneficio non solo del singolo ragazzo ma dell’intera società, che in questo modo recupera una persona che domani potrà dare il suo contributo per la crescita della comunità”.

Un penitenziario all’avanguardia. Inserito in mezzo a una vegetazione rigogliosa, l’Istituto di Nisida fa parte di un progetto europeo che studia e cerca di trovare soluzioni alle forme di devianza minorile. Sull’isola, infatti, è presente il Centro europeo di studi (CEuS) e l’Osservatorio sulla devianza minorile. Oltre alla scuola dell’obbligo, per chi non l’ha completata, i giovani detenuti frequentano corsi di ceramica e arte presepiale, pittura e pasticceria. Il carcere, inoltre, ospita anche un laboratorio teatrale, caro a Eduardo De Filippo, e recentemente è stato organizzato anche un corso di formazione per pizzaioli.

Fonte di ispirazione per metodi di recupero. I ragazzi, quindi, sono impegnati lungo tutto l’arco della giornata: oltre allo studio e alle altre attività formative, alcuni curano gli animali e altri si dedicano all’orto biologico, i cui prodotti sono consumati nella mensa comune. Si guarda al futuro, cercando di riscattarsi da un passato contraddistinto dallo spaccio, dalla rapina o dal tentato omicidio. Sono questi, infatti, i reati per cui si finisce a Nisida, un luogo surreale in mezzo al mare, tra il golfo di Pozzuoli e il golfo di Napoli, che in passato ha ispirato i poeti e oggi è fonte di ispirazione per metodi concreti di recupero.

Di Francesca Donvito

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