iCub, il robot bambino inizia a camminare. Presto nelle nostre case?

iCub, il robot bambino inizia a camminare. Presto nelle nostre case? iCub dell’Istituto Italiano di Tecnologia pronto al debutto in società. Le ultime evoluzioni di iCub fanno ben sperare per un debutto a breve nelle case.

Rimanendo saldo sulla sua gamba, nonostante le sollecitazioni e le spinte, improvvisa anche una danza, dimostrando tutta la sua agilità, degna di un funambolo provetto. Si tratta degli ultimi progressi di iCub, il cucciolo di robot dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nelle sua capacità di controllo coordinato dell’interazione. Il concetto di equilibrio e controllo accoppiato dei movimenti braccia-gambe cui sono arrivati i ricercatori dell’IIT grazie ai risultati dei progetti EU Codyco e Koroibot, con il contributo di Francesco Nori e Lorenzo Natale, è un passo fondamentale che permetterà a iCub di scegliere quale azione generare in una particolare situazione, rendendolo così dinamicamente interattivo. Usando un paragone con il mondo dell’auto – quello che più si avvicina a quello dei robot – si può dire che iCub abbia superato il  “test dell’ariete”. Una capacità fondamentale per lavorare con l’uomo ed eventualmente assisterlo, soprattutto bambini o anziani ma anche persone che hanno perso temporaneamente o stabilmente le proprie funzionalità.

“Con questi progressi nell’equilibrio di iCub – sottolinea Giorgio Metta, Direttore iCub Facility dell’Istituto Italiano di Tecnologia – abbiamo completato una fase fondamentale di sviluppo di questa tecnologia per farla uscire dai laboratori e renderla disponibile per l’uomo. iCub è oramai considerato ai vertici della robotica, tanto che si è affermato come la comunità di robot più diffusa, con gruppi di lavoro che cooperano nei laboratori di tutto il mondo”.

“Il rilancio della nostra manifattura non può non considerare la robotica – aggiunge Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia -, ambito in cui l’Italia tradizionalmente esprime un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Pensiamo che il nostro iCub sia oramai alla vigilia del debutto in società.” iCub rappresenta la comunità di robot umanoide più diffuso al mondo. Sono già 30 i laboratori di ricerca, tra Europa, Usa, Giappone e Sud Corea, che lo usano per i loro studi sull’Intelligenza Artificiale e la robotica.

Si evolve e cresce in modo “aperto” attraverso il contributo della comunità scientifica internazionale. Le linee di ricerca guardano a 360° lo sviluppo del piccolo robot umanoide, dall’intelligenza al corpo: cognizione, apprendimento automatico, sensoristica, controllo e interazione, tutti aspetti integrati in un’unica piattaforma, connessi e correlati l’uno all’altro, per interagire al meglio con l’uomo e in un ambiente umano. L’Internet of Things – la rete incorporata negli oggetti domestici – è uno dei principali trend tecnologici che maggiormente influenzeranno la nostra quotidianità. La robotica sarà necessariamente parte dell’internet delle cose. Chi svilupperà per primo le piattaforme in grado di dare un corpo alle potenzialità oggi contenute nei PC, nei tablet e nei nostri smartphone, determinerà lo sviluppo delle macchine e dei servizi che domineranno i prossimi decenni. Gli indizi sono inequivocabili se si pensa che dal 2013 a oggi Google ha investito oltre 2 miliardi di dollari dal nell’acquisizione di società di robotica, I.A. e domotica.

Fonte Dire Giovani

 

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