Jamie Brewer, modella e attrice con la sindrome di Down

Jamie Brewer, modella e attrice con la sindrome di DownLa semplicistica suddivisione degli esseri umani in base alla loro facoltà intellettive e ai meriti conseguiti nei rispettivi ambiti spesso conduce ad idealizzare celebrità e luminari e a trascurare il fatto che, anche una persona intelligentissima come l’eminente scienziato e filantropo Richard Dawkins, possa sostenere a spada tratta idiozie prive di qualunque fondamento etico o scientifico.

Senza soffermarci troppo sull’infelice uscita di Dawkins, in base alla quale mettere al mondo un figlio affetto da Sindrome di Down rappresenterebbe un atto “immorale”, ci limitiamo a constatare come, per fortuna, i genitori di Jamie Brewer non la pensassero così al momento del concepimento e come oggi il mondo possa fregiarsi di una rinomata attrice e modella con la sindrome di Down, in barba a tuta la presunta immoralità.

Jamie Brewer, nota star della serie tv American Horror Story, sarà infatti l’attrazione indiscussa alla settimana della moda di New York, in virtù dell’abilità dimostrata sulle passerelle americane che l’hanno portata sfilare con la stessa grazia (e con un pizzico di ironia in più) delle principali soubrettes del settore.
Inserita nell’ampio disegno “Role Models Not Runway Models”, attraverso il quale la stilista Carrie Hammer intende decostruire gli stereotipi tradizionaliassociati al mondo della moda, la presenza in passerella della Brewerrappresenta non soltanto il lampante esempio di come una persona affetta dalla sindrome di Down possa risultare attraente ed elegante, ma anche l’embrionaletentativo di traferire l’attenzione delle case di moda su un versante legato alla quotidianità umana in tutte le sue sfaccettature, difetti e disfunzioni logicamente compresi.

La prima modella con la sindrome di Down della storia si è subito mostrata entusiasta di fronte alla possibilità offertale e ha colto la palla la balzo per porsi come punto di riferimento per milioni di persone che si sentono costantemente a disagio all’interno del proprio corpo, anche e soprattutto per colpa della sovraesposizione mediatica legata ad un universo di cliché e di forme pressoché irraggiungibili.

L’iniziativa di Carrie Hammer, che ha dato vita ad una linea appositamente disegnata per esaltare la femminilità della Brewer, è senza dubbio lodevole ed ascrivibile all’ambito delle trovate “molto intelligenti”, benché  nessuno abbia mai incluso la stilista americana in quel ristretto novero di celebrità e luminari ai quali guardiamo come se fossero oracoli, in attesa che si pronuncino con solennità su ogni questione legata alle umane vicende.

Fonte Emerge il Futuro

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