Su Facebook: adulti inferociti contro la bulla di Sestri Ponente.

Su Facebook: adulti inferociti contro la bulla di Sestri Ponente.Il dilagare del cyberbullismo sui social, e in particolare su Facebook, è una realtà ormai tristemente nota. Il fenomeno viene spesso collegato alle attività online di giovani e adolescenti, ma gli adulti non ne sono immuni e il caso della bulla di Sestri Ponente ne è la riprova.

Lo scorso febbraio, il video del pestaggio di una ragazzina di dodici anni ad opera di una bulla diciassettenne ha sconvolto l’opinione pubblica ed è diventato virale. Le immagini hanno suscitato sgomento, indignazione e rabbia, prontamente espresse sui  network in maniera più o meno ortodossa. L’apice è stato la creazione di una pagina Facebook contro la cosiddetta “baby bulla”; in poco tempo sono comparsi un numero incredibile di like e una valanga di commenti minatori. La pagina conteneva anche un video dell’aggressione nel quale i volti dei soggetti non erano oscurati, permettendo il riconoscimento delle persone coinvolte.

Insulti e minacce di morte danno inizio ad un’ondata di violenza verbale tra le più accese mai viste. Gli autori dei più feroci commenti ai danni della ragazza non sono suoi coetanei, ma degli adulti.

È sconcertante vedere con quanta brutalità, coloro che dovrebbero conoscere e contrastare gli effetti del cyberbullismo, si scagliano contro la ragazzina. È vero, ha sbagliato e su questo non c’è alcun dubbio; ma è lecito secondo voi sottoporre la minorenne a una simile gogna mediatica?

La richiesta di oscurare la pagina in questione, dopo un iniziale rifiuto da parte di Facebook, è stata poi accolta grazie all’intervento dell’avvocato che segue la ragazza, Andrea Martini. Il legale ha mandato una diffida ai vertici del social network, segnalando la gravità di quanto stava accadendo.

Circa 20.000 condivisioni accompagnate da insulti e minacce gravi. Una bulla adolescente diventa vittima del cyberbullismo degli adulti. Com’è possibile far comprendere ai propri figli la gravità di bullismo online e offline se i genitori sono i primi ad avere simili comportamenti?

Ciò che viene scritto sui social può avere gravi conseguenze, bisogna tenerlo a mente. Forse, prima di pretendere determinati comportamenti dagli adolescenti, toccherebbe a noi impararli per dare il buon esempio.

Fonte Social media life

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