Smartphone e bullismo: l’altra faccia della coppia scuola-adolescenti

Smartphone e bullismo: l'altra faccia della coppia scuola-adolescentiÈ quasi inevitabile che si parli del caso della ragazza vercellese insultata e picchiata da alcuni compagni, che filmano tutto e poi lo postano facendolo girare sui social network, Facebook e Whatsapp. Così il video arriva nelle mani delle forze dell’ordine, che individuano i responsabili. Questo è solo l’ultimo caso in ordine di tempo, ma è ben lontano dall’essere l’unico.

In questi frangenti lo smartphone e i social network giocano un duplice ruolo. Il primo è quello di essere un’arma in più in mano ai bulli. Filmare l’aggressione per poi metterla in rete e condividerla probabilmente viene vista come un’ulteriore umiliazione della vittima pensando inoltre di ottenere anche l’approvazione dei coetanei. Il secondo aspetto, però, è quello che forse i bulli non si aspettavano: vale a dire che il video diventa la prova di ciò che hanno fatto. Difficile trovare scuse e scorciatoie davanti a quelle immagini violente, a quella ragazza che schiacciata alla lavagna cerca di ripararsi.

Ma quel video dovrebbe avere anche un altro effetto: smetterla di ridimensionare il fenomeno del bullismo. Di tanto in tanto i casi più violenti balzano, per così dire, agli onori della cronaca. Ne segue l’ondata di indignazione, i commenti dei soliti specialisti che di volta in volta parlano della crisi dei valori, della famiglia, della scuola e via dicendo. Ma nulla cambia. Anche nel caso accaduto in provincia di Vercelli, il sindaco intervistato afferma che il ministro deve fare qualcosa (riferendosi all’insegnante che non sembra intervenire pur accorgendosi dell’accaduto), ma non perviene una sola proposta per cercare di affrontare la questione come comunità. Quegli alunni sono dei cittadini. Avete notato che i problemi devono essere affrontati sempre da qualcun altro.

Le campagne contro il bullismo nelle scuole sono rimaste praticamente lettera morta o quanto meno se ne vedono davvero poche. E non si trovi la scusa della mancanza di fondi, non si tratta di interventi costosi, senza contare che le forze dell’ordine da anni sono disponibili a fare interventi nelle scuole. Non che questo elimini il problema, ma da qualche parte bisogna pure iniziare, no?

Fonte ilnovese


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