Il bullismo produce effetti più dannosi dei maltrattamenti

Il bullismo produce effetti più dannosi dei maltrattamentiLe persone che sono state vittime di bullismo hanno un rischio più elevato di quelle che hanno subito maltrattamenti di sviluppare ansia e depressione.

Chi pensa che gli episodi di bullismo, per quanto gravi, siano comunque meno impattanti degli episodi di violenza e maltrattamenti sta commettendo un errore. Infatti, subire le angherie di compagni e/o amichetti lascia un marchio indelebile nel bambino, che da adulto ha un rischio molto più elevato di sviluppare ansia e depressione. È la conclusione cui è giunto uno studio condotto da un team di ricercatori britannici, dell’Università di Warwick (in Gran Bretagna), pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry journal.

Un fenomeno in crescita

Il fenomeno del bullismo è in continua crescita. Secondo gli ultimi dati un bambino su quattro ne è vittima. E l’età si abbassa sempre di più: i primi episodi si verificano a 11 anni. La maggior parte degli “aggressori” è inconsapevole della gravità dei propri comportamenti: molti di loro pensano che aggredire fisicamente, psicologicamente e verbalmente un coetaneo sia semplicemente un modo per passare il tempo o dimostrare di essere forti.

Allarmanti i risultati di uno studio retrospettivo

La ricerca ha coinvolto un gruppo di adulti che durante l’età infantile o adolescenziale erano stati vittime di violenze di vario tipo. Tutti sono stati invitati a rispondere a delle domande sul proprio passato e sulle proprie condizioni psicofisiche attuali. Inoltre, sono stati sottoposti a colloqui psicologici e visite specialistiche di vario tipo. Lo scopo era capire quali sono le conseguenze a lungo termine del bullismo.

Rischio di ansia e autolesionismo

Analizzando tutti i dati raccolti, gli esperti si sono resi conto che il bullismo ha un impatto molto più devastante rispetto a quello generato da altri tipi di maltrattamenti. In particolare, si è visto che gli adulti che da bambini e ragazzi hanno subito atti di bullismo, rispetto ai coetanei che sono state vittime di altre forme di violenza, presentavano un rischio cinque volte maggiore di andare incontro ad ansia e un rischio doppio di sviluppare depressione e autolesionismo.

Non sottovalutare le conseguenze

Alla luce di quanto emerso dallo studio, gli autori hanno spiegato che è essenziale non sottovalutare le conseguenze a breve e anche a lungo termine del bullismo. “Fino ad oggi, le autorità sanitarie si sono dedicate a sviluppare progetti per affrontare le problematiche dei ragazzi maltrattati. Questo studio dimostra che è opportuno concentrarsi con maggiore tenacia anche sul fronte del bullismo, che causa danni ancora maggiori nella psiche di chi lo subisce” hanno affermato.

In breve

IL RUOLO DEI GENITORI

I genitori dovrebbero osservare il figlio, stargli accanto per capire come ragiona, come parla, che cosa pensa e rendersi conto se è a rischio bullismo. Un’ottima strategia consiste nell’invitarlo a commentare i fatti di cronaca, chiedere le sue opinioni su certi temi, come amicizia e scuola. Dalle sue risposte si può capire quali sono i suoi valori e le sue idee.

Fonte: www.bimbisaniebelli.it

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