Da vittima a guida: la lotta al bullismo di Vincenzo Vetere

Da vittima a guida: la lotta al bullismo di Vincenzo VetereTredici anni di violenza verbale, fisica e psicologica. Tanto ha dovuto patire Vincenzo Vetere, 19enne magnaghese recentemente diplomatosi all’istituto Bernocchi di Legnano. Stanco delle notizie di suicidi causati dal bullismo e trovata la forza di uscire dalle continue vessazioni grazie ad un amico, Vincenzo insieme ad altri ragazzi, ha fondato il 9 febbraio la Onlus Associazione Contro il Bullismo Scolastico. Lo scopo è quello di aiutare altri giovani vittime attraverso l’ascolto. «Non vogliamo essere dottori - ha spiegato - ma amici».

L’incontro con l’associazione si è svolto nella serata di ieri, giovedì 26 marzo, a Cantalupo ed è stato promosso dalla Pro Loco cittadina. ACBS è composta da 7 membri e 16 iscritti. Sfruttando il social network Ask.fm (qui il link al profilo della onlus) ACBS cerca di indirizzare i ragazzi verso la strada migliore per uscire dal bullismo. Il sito permette di fare e ricevere domande in modo assolutamente anonimo, garantendo la privacy di coloro che si rivolgono ai volontari dell’associazione. «Dopo due settimane dal lancio del profilo - ha raccontato Vincenzo - abbiamo avuto una trentina di contatti». Un metodo pulito di sfruttare un social network spesso utilizzato come arma dai cyberbulli.

La rete è infatti diventata teatro di questa nuova evoluzione del fenomeno, fatta di insulti e minacce inviate tramite mail, messaggi o post. Vittima di tutto questo anche Vincenzo Vetere, che racconta: «Tramite Ask, Facebook e Spotted ricevevo intimidazioni come “Non presentarti a scuola domani” e offese gratuite a me e alla mia famiglia».

Non solo parole ma anche concreta esclusione dal gruppo – classe. Lo stress per le vessazioni subite portò il giovane a soffrire di alopecia fulminante. «Il bullismo segna profondamente. Oggi, a causa di quello che ho vissuto sono molto insicuro - ha continuato Vincenzo - Il bullismo passa ma le cicatrici restano». Tutto questo non ha fermato però il desiderio di aiutare il prossimo del giovane. ACBS si sta impegnando per costituirsi come ponte tra associazioni di volontariato e istituiti scolastici per fornire un’alternativa più costruttiva alle sospensioni per i bullied aiutarli «a cambiare mentalità». La onlus, inoltre, promuove incontri nelle scuole per sensibilizzare gli studenti. «In seguito ad un incontro in una scuola media del territorio - ha concluso Vincenzo - un ragazzo mi ha scritto un messaggio che mi ha ripagato di tutta la fatica. Mi ha raccontato che ora, quando scherza, se l’amico ride con lui continua senza problemi ma se vede che l’amico non lo fa, smette».

Fonte Legnano news


Download PDF

I commenti sono chiusi