Cyber-bullismo, nasce il primo servizio di supporto per vittime

Cyber-bullismo, nasce il primo servizio di supporto per vittimeUna campagna di sensibilizzazione e un servizio di supporto per combattere il cyber-bullismo. Siti oscurati per 24 ore come gesto simbolico contro un problema sociale che vive sul web.

UN ATTACCO frontale al cyberbullismo. E’ nato in Italia il primo servizio di supporto dedicato alle vittime di questo fenomeno. Il numero 393.300.90.90 e l’indirizzo e-mail help@off4aday.it, sono gestiti da un team di psicologi pronti a rispondere e ad aiutare chiunque ne abbia bisogno. Un’iniziativa lanciata nel giorno della campagna #OFF4aDAY del Moige, movimento italiano genitori, con il patrocinio della Polizia di Stato e in collaborazione con Samsung che per 24 ore spegne tutti i suoi siti di comunicazione allo scopo di sensibilizzare gli internauti su un fenomeno che trova sempre più terreno fertile nei social network. L’invito è di condividere il numero di supporto e l’indirizzo e-mail del servizio contro il cyber-bullismo, modificando anche il proprio profilo sui canali social con l’hashtag #OFF4aDAY.

Secondo la ricerca Abitudini e stili di vita degli adolescenti 2014, condotta dalla Società Italiana di Pediatria su un campione nazionale di 2.107 studenti, il 31% dei tredicenni (35% ragazze) dichiara di aver subìto (una o più volte) atti di cyber-bullismo e ben il 56% di avere amici che lo hanno subìto. Tra gli adolescenti che frequentano più di tre social, la percentuale di chi ha subìto questo tipo di violenza online sale dal 31 al 45%. L’85% dei casi di cyber-bullismo non arriva a conoscenza di un adulto anche perché spesso la vittima si isola e non denuncia le violenze.

I più diffusi social network come Facebook e Twitter, sono i maggiori campi d’azione dei nuovi bulli che agiscono attraverso molestie, vessazioni, aggressioni in rete, nascondendosi dietro l’anonimato. La difficile reperibilità di chi molesta e l’assenza di limiti di spazio e di tempo sul web facilitano la diffusione di comportamenti persecutori e rendono molto difficile l’individuazione e la neutralizzazione dei responsabili. A differenza del bullismo tradizionale, che si consuma principalmente nelle ore scolastiche, quello degli ultimi anni è un fenomeno persistente in quanto le aggressioni continuano a divulgarsi in rete in ogni momento. Inoltre la dimensione temporale della violenza si dilata poiché i contenuti rimangono on line con conseguenze devastanti sulle vittime.

La campagna di oggi è un gesto simbolico che vuole rappresentare le vittime che si spengono silenziosamente e che si disperdono passando inosservate. Il progetto del Moige proseguirà per tutto il 2016 e coinvolgerà anche duemila scuole in tutta Italia con un percorso di sensibilizzazione e un kit didattico elaborati da esperti.

Fonte: repubblica.it

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