Studio Ghiretti Cani, cavalli, asini, gatti, conigli: nuove regole per la pet therapy

Studio Ghiretti Cani, cavalli, asini, gatti, conigli: nuove regole per la pet therapyL’Emilia-Romagna le linee guida le aveva già, da due anni, tra le poche regioni a dare struttura e riconoscimento alla pet therapy come percorso di cura. Ora, le indicazioni sull’assistenza con gli animali approvate dalla Giunta regionale si sono allineate all’accordo Stato – Regioni dello scorso marzo, che ne ripropone gran parte dei contenuti. Il testo definisce tipo di interventi, composizione dell’equipe multidisciplinare, requisiti dei luoghi dove effettuarla (strutture sanitarie e non sanitarie oppure il domicilio) e richiede la verifica sull’efficacia dei risultati. Tra le priorità, la formazione degli operatori e l’idoneità e il benessere degli animali.

Le linee guida nazionali sono importanti perché sono il risultato di un percorso condiviso tra le regioni che ha portato al riconoscimento del ruolo degli animali domestici nei processi terapeutico-riabilitativi ed educativi (“numerose sono le evidenze scientifiche che ne dimostrano l’efficacia”). Inoltre il documento armonizza l’attività degli operatori e le procedure in questo campo, finora lasciate all’iniziativa dei singoli e fortemente differenziate da una regione all’altra. Mettere ordine in questo campo e iniziare a registrare tutta l’attività con gli animali significa garantire qualità e sicurezza nell’assistenza ai cittadini.

La pet therapy (tecnicamente definita con l’espressione “Interventi assistiti con gli animali”) è intesa come trattamento di supporto e integrazione delle cure clinico-terapeutiche, si affianca dunque alle terapie della medicina tradizionale. Si distingue tra: terapia, intervento di tipo educativo, intervento ludico-ricreativo. La terapia è rivolta a persone con patologie fisiche o psichiche ed è finalizzata a curare disturbi fisici, neuro e psicomotori, cognitivi, emotivi e relazionali. L’intervento di tipo educativo promuove il benessere delle persone nei propri ambienti di vita, per esempio nei casi di difficoltà relazionale nell’infanzia o adolescenza, nelle situazioni di disagio emozionale o psicoaffettivo, nei ricoveri prolungati in ospedale, nei ricoveri istituzionalizzati (residenze per persone anziane, residenze psichiatriche), nei casi di assistenza domiciliare per malattia o disabilità. L’intervento ludico-ricreativo e di socializzazione stimola la persona alla relazione, ha l’obiettivo di motivarla, di favorire la partecipazione.

Gli animali indicati nel provvedimento (“specie domestiche in grado di instaurare relazioni sociali con l’uomo”) sono cane, cavallo, asino, gatto, coniglio. L’impiego di altre specie viene valutato dal Centro di referenza nazionale, istituito dal ministero della Salute presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Legnaro di Padova.

Il primo riferimento per attivare questo tipo di assistenza è il medico di famiglia. Prima di avviare il percorso è necessaria una preventiva valutazione delle possibili controindicazioni, da parte del medico di famiglia o medico specialistica. Qualsiasi intervento di pet therapy richiede il coinvolgimento di una equipe multidisciplinare, composta – a seconda del tipo di intervento – da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche, con diversi compiti e responsabilità. L’accordo Stato-Regioni insiste molto e in maniera articolata sulla formazione dell’equipe di assistenza, che in questo settore è composta spesso da specialisti di ambiti scientifici e culturali molto diversi. Il testo entra nel merito dei contenuti della formazione e declina il percorso anche in base alle figure professionali e alla specie animale.

Tutti gli operatori che svolgono interventi di assistenza con animali devono avere effettuato la formazione specifica così come prevista dall’accordo Stato-Regioni e devono iscriversi in un apposito registro tenuto dai Servizi veterinari delle Aziende Usl. In particolare, per tutti i tipi di intervento è richiesta la figura del medico veterinario e della persona che prende in carico l’animale durante le sedute. Per gli interventi di cura e per gli interventi di tipo educativo viene inoltre individuato un responsabile del progetto con il compito di coordinare l’equipe (psicologo-psicoterapeuta o altro medico specialista per la terapia; pedagogista, educatore professionale, psicologo o psicologo-psicoterapeuta per l’intervento educativo) e il referente di intervento, che prende in carico la persona (nella terapia è una figura professionale dell’area sanitaria – per esempio, infermiere, logopedista, fisioterapista – nell’intervento educativo è un operatore con laurea triennale in ambito socio-sanitario, psicologico o educativo).

Gli interventi possono essere effettuati in Centri specializzati oppure in altre strutture pubbliche o private che devono rispondere a requisiti strutturali e di gestione dell’attività adeguati alla tipologia di intervento e alla specie animale impiegata. I percorsi di assistenza con animali possono essere effettuati anche in strutture sanitarie (ospedali, poliambulatori, ambulatori medici) e, nei programmi di assistenza domiciliare, a casa della persona. Requisiti specifici sono inoltre richiesti se nelle strutture già ci vivono altri animali: in queste strutture per attivare l’assistenza con animali è necessaria l’autorizzazione da parte dei Servizi veterinari dell’Azienda Usl.

Gli animali scelti sono sottoposti a una valutazione sanitaria e comportamentale preventiva da parte del medico veterinario e tale idoneità deve essere costantemente monitorata durante gli interventi, inoltre devono essere sottoposti a uno specifico percorso educativo e di addestramento.

L’educazione dell’animale deve essere orientata a incentivare la pro-socialità (a favorire quindi il benessere della persona, senza che vi sia la previsione di una ricompensa) e in tutto il percorso – addestramento e pet therapy – deve essere assicurato il benessere dell’animale, evitando dunque modalità coercitive, assecondando i suoi bisogni e verificando che l’attività non diventi per l’animale una fonte di stress.

Fonte: parmaquotidiano.info

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