Studenti e ricercatori in piazza “Basta con false informazioni sugli animali da laboratorio”

Studenti e ricercatori in piazza "Basta con false informazioni sugli animali da laboratorio"Una protesta tra piazza Piola e via Pacini, contro il blitz con cui ieri alcuni animalisti hanno occupato il laboratorio della facoltà di Farmacia della Statale.

Milano, 21 aprile 2013 – ”Basta con la cultura dell’ ignoranza”: e’ questo uno dei cartelli con cui una cinquantina, tra studenti e ricercatori delle facolta’ scientifiche, stanno protestando, per la prima volta, questa mattina a Milano, tra piazza Piola e via Pacini, contro il blitz con cui ieri alcuni animalisti hanno occupato e liberato degli animali dal laboratorio della facolta’ di Farmacia della Statale.

Andrea Tosini, uno degli studenti che protestano, ha spiegato: ”Queste persone non si rendono conto che liberando topi e conigli usati in laboratorio non solo creano un danno economico all’universita’, ma danneggiano anche lo stesso animale. Si tratta infatti di esemplari con un sistema immunitario piu’ basso, incapaci di vivere liberamente e forse anche con malattie infettive”. Per gli studenti e i ricercatori e’ necessario che su questo punto ”si faccia corretta informazione – ha continuato – perche’ il messaggio che viene fatto passare dagli animalisti e’ che in laboratorio si torturano gli animali e che la ricerca sugli animali non serve a nulla. Non e’ vero. Inoltre bisogna agire correttamente, e occupare una facolta’ e liberare degli animali non lo e”’.

In piazza a protestare contro i ricercatori, in questo momento, ci sono anche 4-5 animalisti. Visto il clima che da tempo si e’ creato in Italia sulle sperimentazioni sugli animali, studenti e ricercatori delle facolta’ scientifiche italiane, scienziati, divulgatori e veterinari hanno fondato dallo scorso settembre l’associazione. Pro-test Italia per fare corretta informazione sull’importanza degli animali nella ricerca biomedica. ”Siamo in tutta Italia – ha concluso Tosini – e ci coordiniamo via internet, anche con associazioni omologhe in altri Paesi europei”.

Da redazione

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