Gli animali liberi dell’addestratore pentito

Gli animali liberi dell’addestratore pentitoLa “Fattoria della Pace Ippoasi Onlus” a San Piero a Grado.

San Piero a Grado (Pi) – Trombino e Pompadour sono due Beagle sopravvissuti alla sperimentazione in laboratorio. Lola invece è un pony: lavorava in un maneggio, e ai bambini che la montavano veniva suggerito di frustarla per farla camminare nonostante avesse una malattia metabolica che le rendeva dolorosissimo il solo stare in piedi.

Trombino, Pompadour e Lola sono solo tre degli ospiti di un posto un po’ speciale, un rifugio per animali salvati da morte certa o da pratiche di sfruttamento, nel cuore del Parco di San Rossore, nel Pisano. La “Fattoria della Pace Ippoasi Onlus” si trova a San Piero a Grado, nasce nel 2010 e ospita attualmente un’ottantina di animali, tra i quali mucche, asini, cavalli, maiali, capre, pecore, galli, galline, anatre, conigli e cani. Vivono in libertà nei quasi quattro ettari di terreno a disposizione, secondo i ritmi della loro natura. A sottrarli al loro destino di sofferenza alcuni volontari che hanno scelto una filosofia di vita vegana.

Ippoasi è un’esperienza quasi unica in Italia, fondata sul rispetto per il pianeta e per tutti i suoi abitanti. L’iniziativa è nata nel 2010 dall’evoluzione di una storia di sfruttamento di cavalli in un centro ippico gestito una volta da Christian, fondatore di Ippoasi, e dalla sua ex moglie. «Cavalli da corsa, trotto, cavalli da salto a ostacoli, ippoterapia e quant’altro» racconta Christian «facevamo tutto questo; poi c’è stata un’evoluzione di pensiero e abbiamo cominciato ad apportare delle modifiche di approccio, quali togliere i ferri, le imboccature, le selle e gestire i cavalli in un modo il più possibile naturale. Fino all’ultimo step: abbiamo capito che l’equitazione si può fare al meglio ma rimarrà sempre una cosa sbagliata. Dopo aver capito i danni fisici e psicologici che facevamo ai cavalli abbiamo deciso di chiudere la scuola che allora contava 15-20 bambini, 15 cavalli a pensione».

Il maneggio viene chiuso e, all’improvviso, i cavalli che erano stati fino a quel momento una fonte di reddito diventano improvvisamente un costo enorme. Christian decide però di non venderli e con un gruppo di volontari crea Ippoasi che oggi non è solo un “rifugio” ma è anche un importante polo per l’educazione ambientale e il rispetto della vita in genere. Nelle visite guidate e nei laboratori didattici, bambini e adulti si avvicinano ad un mondo a molti sconosciuto. «L’obiettivo è presentare e far conoscere l’animale per quello che è» spiega Christian «e non per come l’uomo è solito sfruttarlo».

Fonte secolo XIX

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