Roma. Ambiente e sviluppo, terna lancia regole per eco-sicurezza.

Roma. Ambiente e sviluppo, terna lancia regole per eco-sicurezza.In foto Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente

Ambiente e sviluppo del Paese, non più in contraddizione ma intese come un binomio ‘armonico’ da derubricare, specie nelle infrastrutture, in sette passi che vanno dalla programmazione a lungo termine alla formazione fino alla gestione dei rischi e alla sicurezza sui cantieri. Questa la sintesi tra crescita economica ed eco-tutela che sottende alla scelta di Terna per parlare, nella presentazione delle ‘nuove regole per la sicurezza dell’Ambiente’, di ”questa nuova sfida per le imprese italiane ed europee”.

Una direzione che è quella in cui si muove anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il quale vede ormai nelle ”politiche ambientali di un’impresa un elemento di valore anche economico” oltre che ”un requisito di competitività e un segnale di modernità”. Insomma oggi ”essere sostenibili non solo è un dovere ma anche un’opportunità di sviluppo”. Ed è l’amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, che pone l’accento su questa nuova visione: ”Serve un nuovo patto tra tutti gli attori; sviluppo infrastrutturale e difesa dell’ambiente sono le due gambe della crescita industriale del Paese”.

In tutto sono sette le novità proposte da Terna: considerare l’ambiente come ”una risorsa dell’azienda”, saper guardare ”a lungo termine, la ”necessità di dotarsi di una governance ambientale”, la ”formazione del personale”, dotarsi di ”uno strumento strutturato ed adeguato di ‘risk management ambientale”’ per ”tenere sotto controllo i potenziali rischi ambientali”, il ”progetto sicurezza integrata dei cantieri” e ”la certificazione ambientale dei fornitori qualificati”. A sostenere la tesi dell’economia verde, c’è anche un sondaggio dell’Istituto Piepoli da cui emerge che ”il 61% delle aziende intervistate giudica positivo per il proprio sviluppo un innalzamento dei propri standard ambientali”, e che ”il 76% delle imprese valuta come una grande opportunità per lo sviluppo mettere l’ambiente al centro dell’economia”. Tra l’altro Terna dimostra già un ‘impronta’ verde quando per esempio dismette 1.700 tralicci, 420 km di vecchi elettrodotti, e 17 kmq (come 2.400 campi da calcio); oppure nelle 72.000 ore di formazione in materia ambientale fatte nel 2014. Non solo dismissione di vecchi tralicci però, perché con un investimento di 80 milioni sono stati installati 800 sostegni lungo le principali linee elettriche del Paese riuscendo a ridimensionare di 15 volte in meno l’area occupata, abbassando così l’impatto ambientale; ma anche 4 milioni dedicati a trovare soluzioni per un ”inserimento armonico delle nuove stazioni elettriche. Infine nel Piano di sviluppo decennale della rete elettrica di trasmissione nazionale è prevista la riduzione di 15,5 milioni di tonnellate all’anno di emissioni di CO2, oltre alla dismissione di 1.000 km di vecchi tralicci.

Da Redazione

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