Cose da fare entro il 2050 per proteggere l’ambiente

Cose da fare entro il 2050 per proteggere l’ambienteÈ stato rilasciato il rapporto sullo stato dell’ambiente europeo 2015 dall’Agenzia europea per l’ambiente, EEA. Ecco quali sono le cose da fare entro il 2050.

Se è vero che entro il 2050 la Terra dovrà sostentare circa 9 miliardi di individui, in che modo possiamo preservare le risorse che possediamo per le generazioni future?

Il rapporto The european environment – state and outlook 2015 (SOER 2015) rilasciato oggi dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) si occupa proprio di rispondere a questa domanda, includendo e comparando dati sull’ambiente e sul clima di scala globale, regionale e relativi ai singoli stati.

Secondo Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell’EEA, anche se seguendo le linee guida del settimo Programma europeo d’azione per l’ambiente sono stati raggiunti dei progressi, ancora molto deve essere fatto nei prossimi 35 anni per avere una situazione sostenibile.

Tutto dipende dalle decisioni politiche, dagli investimenti e dalle innovazioni di questi anni. Il rapporto segnala alcuni trend e suggerisce le azioni da compiere nel viaggio verso la sostenibilità.

Per quanto riguarda il capitale naturale, per esempio, consiglia di ridurre l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, ridurre la pesca eccessiva e tutelare meglio la biodiversità terrestre e marina, dato che al ritmo di sfruttamento attuale potremmo non raggiungere i target fissati al 2020. Implementare l’agricoltura biologica, che nel 2012 occupava solo il 6 per cento del territorio europeo; creare migliori condizioni di adattamento al cambiamento climatico.

Sull’efficienza e sul consumo di risorse, si segnala la necessità di ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il riciclo. Il trend è quello di un miglioramento, visto che tra 2004 e 2012 il riciclo è passato dal 22 al 29 per cento. Bisogna anche diminuire l’utilizzo dei combustibili fossili e ridurre i gas serra in atmosfera di una quota pari all’80-95 per cento. Anche se una piccola riduzione già c’è stata, le politiche in atto non sono ancora sufficienti per raggiungere gli obiettivi.
Nell’ambito sanitario, infine, è necessario ridurre i rischi derivanti dall’inquinamento dell’acqua e dell’aria (nel 2011 sono state attribuite al particolato atmosferico circa 430.000 morti in Europa), ridurre i prodotti chimici che interagiscono con il sistema endocrino e provocano gravi patologie.

Nello specifico, le cose da fare per l’Italia riguardano i seguenti ambiti: adattamento ai cambiamenti climatici, miglioramento della qualità dell’aria in città, gestione dei rifiuti, inquinamento e prelievo eccessivo dell’acqua di falda, dissesto idrogeologico e consumo di suolo.

di Chiara Boracchi

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